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Docenti e studenti della classi Quinte dell’I.I.S.Martinetti di Caluso hanno partecipato alla lettura scenica “Della mia anima ne farò un’isola” presso la Casa circondariale di Ivrea lo scorso 4 aprile
Si tratta di una grande opportunità concessa ai ragazzi. Sono iniziative non facili da realizzare, per evidenti questioni logistiche e organizzative, e quindi, vista l’importanza del messaggio e dei valori che contengono, ancora più preziose e stimabili, e la disponibilità e la competenza della dott.ssa Ceccarelli hanno reso possibile predisporre tutto nel migliore dei modi.
Gli studenti che hanno partecipato avevano incontrato, insieme ad altri loro compagni, i volontari della Fondazione Beiletti a scuola, entrando nel clima del tema delicato e fondamentale del significato e della realtà concreta dell’universo carcerario: era stata la prima tappa del percorso che è arrivato allo spettacolo del 4 aprile, denso di riflessioni sul significato della pena in uno Stato di diritto, sull’imprescindibile approccio rieducativo, sancito dalla nostra Costituzione, della detenzione carceraria, sulle possibilità delle pene alternative, sul tema spinoso della “recidiva”.
All’incontro era presente anche Simonetta Valenti, la regista della lettura scenica, che aveva anticipato la genesi e lo sviluppo del lavoro cui gli studenti avrebbero assistito qualche mese dopo: la necessità, alla base del libro di Elvio Fassone “Fine pena ora” che fa da sfondo al lavoro, di mettere in gioco certezze che possono apparire assolute per aprire dialoghi e abbattere muri. Il risultato è stato uno scavo, spontaneo e commovente, nell’umanità di persone che, a fronte di scelte sbagliate e drammatiche, hanno mantenuto sensibilità, desideri, capacità autocritica, affettività, ironia, speranze di prospettive autenticamente umane. Con la “supervisone”, saggia e lungimirante, del dott. Fassone e di Salvatore…
A Simonetta, ai suoi “attori”, a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro va quindi il nostro sincero ringraziamento, in un periodo in cui i muri simbolici che dividono individui, gruppi, popoli sono sempre più alti, come sempre più alte sono viste le mura del carcere da chi sta fuori.
Gli studenti, a caldo, si sono dimostrati colpiti da quanto avevano visto, immersi in qualche caso in pensieri e riflessioni che sono stati invitati a condividere.
Simona Ajmone
Alessandro Fiandino
Roberto Garetto
Marianna Grisaffi
Francesca Lapolla
Marina Natali
Sara Savoia
Ferdinando Zorzi
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